Persone da combattere, per un mondo migliore

I have no nationality. I’ve lived in so many places that I don’t like to define myself as a Canadian.

A quel punto era obbligatorio mettere mano alla fondina, nell’attesa di un “I am a citizen of the world”. Per fortuna non arriva, ma la guardia non va mai abbassata con queste persone, potenzialmente e, de facto, molto pericolose (oltre che odiose).

Quando la sequestreranno durante un viaggio in autostop in Africa (perché ormai gli altri viaggi son troppo mainstream, avrebbe detto se avessi avuto il coraggio di parlarci di più), chiederà al Ministero degli Affari Esteri del Mondo o a quello canadese di trattare per la sua liberazione? 

Infine, lo dica ai 10 milioni di persone che la nazionalità non ce l’hanno davvero, non per finta, come lei, che gioca a fare la poeta maledetta a Dublino, con le IPA degli altri e le ciocche dei capelli verde-azzurre – quelle sue, per fortuna.

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