Voglia di Occidente ma non a tutti i costi

La prima notte a casa di Mohammad e Ashey scorre a intermittenza, soprattutto perché non capisco se il fatto che dormano tutti e tre in sala, sul tappeto, con dei materassi, sia la normalità o un sacrificio per la mia comodità.

Mi sveglio abbastanza presto, direzione Naqsh-e Jahan Square, una delle piazze più grandi (e belle, dati miei) del mondo. Faccio le fotine d’ordinanza al portale d’ingresso della moschea Sheikh Loftollah e poi mi sposto dall’altro lato della piazza, a palazzo Ali Qapu, per vederla dall’alto.

Mi siedo su una panchina per riposare e mi rivolge la parola un ragazzo lì affianco, pingue e con un taglio di capelli che non riesco a decifrare (probabilmente porta un parrucchino). Si presenta, Peyman, da Tehran. Ha la mia età ed è un avvocato immigrazionista, ha studiato a Cipro del Nord e in Svezia, dove si ricorda bene di due italiani che gli avevano spiegato bene come si approccia una ragazza in discoteca. La sua occupazione principale però non ha niente che fare con la legge: canta. Ora, non mi chiedete un parere, però se volete questo è il suo Instagram.

Visitiamo insieme la moschea Masjed-e Shah mentre mi racconta di aver passato una serata difficile, e di aver perso gli amici e compagni di viaggio, già avviati verso Shiraz. Anche lui, come Mohammad, è musulmano solo sui documenti. È molto critico nei confronti del regime, ma allo stesso tempo crede che la forma di governo migliore sia la dittatura, poi si lancia in sperticati elogi nei confronti di Trump. Non lo trovo lucidissimo, il ragazzo, mi conferma l’impressione con le teorie del complotto sul 9/11. Tuttavia, è una persona piacevole, colta, espressione dell’alta borghesia della capitale, figlio di un costruttore, ma escluso dell’élite al potere. Insiste per cenare insieme e un po’ mi dispiace dirgli di no.

Mohammad mi aveva però già invitato a un pic nic al parco (l’equivalente dell’andare al ristorante per noi, più o meno). Una specie di cena della Vigilia, in pratica, con i suoi genitori, il fratello e la sorella, e poi il ramo di Ashey con una sorella che non avevo conosciuto. Mangiamo dell’aash dough, una tipica zuppa iraniana fatta di verdure, legumi e erbe (la preparazione e il gusto varia da città a città). Mi chiedono delle foto della mia famiglia, gliele mostro; spiego che occhi azzurri e capelli biondi non sono la norma.

Parlo tanto con Dagi, la figlia di una delle sorelle di Ashey. Ha 19 anni, ha appena finito le scuole superiori con una media del 19,9/20 e aspetta impaziente i risultati dei test d’ammissione alla facoltà di medicina. Prova a spiegarmi il complesso sistema dei test e mi dice che sarebbe disposta ad andare ovunque, l’importante è entrare. È furiosa con i posti assegnati di diritto ai figli dei militari e ai membri dell’élite in genere. Nel frattempo prende lezioni di tedesco. Vorrebbe andare in Germania ma sa che è difficile. I genitori di Dagi appartengo alla media borghesia iraniana, direi, hanno due buoni lavori, sono istruiti, fanno vacanze (in Iran, principalmente). Due anni fa avrebbero potuto mantenerla in all’estero, oggi no (per esempio: lo smartphone comprato tre anni fa, costerebbe ora 13 volte in più). Ma il punto è arrivarci, in Germania, penso. Mi chiede se in Italia sia più semplice. Glisso, vergognandomi un po’.

Le domando se ha mai pensato di provare a chiedere asilo: qualche anno fa si era informata ma poi l’anno scorso avena skypato con un suo amico da un campo profughi in Grecia, stava malissimo e piangeva. Qualche settimana dopo si tolse la vita. «Amo il mio paese ma se rimango qui l’unica cosa che posso fare è laurearmi, sposarmi, fare dei figli e morire, qui, a Isfahan. Come mia mamma, e mia nonna. Non a qualunque costo, ma vorrei andarmene».

Ci scambiamo l’Instagram, mi promette che mi farà sapere se entrerà a medicina.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...