Cara signora Guzzanti, adesso le racconto Niente e così sia

Qui Adriana riesce a farmi star simpatica Oriana Fallaci, quindi vuol dire che scrive molto bene. Certo il fatto che abbia dato della cialtrona alla Guzzanti aiuta, forse.

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Glielo racconto perché è veramente un peccato perderselo.

E io lo so che lei si è fermata a quella pagina che si trova nella prima metà del libro,  quando Oriana Fallaci racconta di voler tornare a Saigon perché New York le sembra piena di persone indifferenti alla vita, alla morte e al dolore. Ne sono certa.

A un certo punto, in quelle pagine, dice di capire François Pelou, che non riesce ad andare via dal Vietnam a causa del suo eroismo, perché i vietcong saltano in aria sulle mine, nessuno li vede, nessuno scatta loro delle foto, eppure non si stancano, non si arrestano mai.

È stata colpa, ne sono certa, di quella conversazione tra i due, nella quale Pelou le dice che a un certo punto non potrà più fare a meno dei colpi di mortaio.

Questa la ragione per cui un giorno, in un teatro, si è messa…

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Non hanno tutti ragione

Quando qualcuno ha già scritto quello che volevi scrivere te, come e molto probabilmente meglio di come lo avresti scritto te, beh allora puoi solo ribloggare.

Regular Coffee

Alberto_SordiSu “la Repubblica” del 17 gennaio, Michele Serra ha commentato il caso Charlie Hebdo e l’uscita di papa Francesco, secondo cui la libertà di parola deve avere dei limiti e, se questi limiti vengono superati, è giusto attendersi delle reazioni, anche violente. Serra esordisce scrivendo che “è sbagliato pretendere che un Papa sia favorevole alla satira sulle religioni. È sbagliato pretendere che un giornale di satira rinunci a fare satira sull’Islam”. E aggiunge: “Hanno tutti ragione”.

Il papa aveva detto: “Se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! Ma è normale! Non si può provocare. Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede”. Al contrario, i disegnatori assassinati nella redazione di Charlie Hebdo pensavano che si può insultare la fede degli altri, si può provocare e non è giusto che qualcuno si…

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Bastava fare “due” con la mano a Stefano Cucchi

“In ogni caso sarebbe stato molto bello, la notte del 15 ottobre 2009, incrociare Stefano Cucchi col motorino e avergli fatto il numero due con la mano, giusto qualche minuto prima che arrivasse la volante.”

Sì, sarebbe stato molto bello.

Aciribiceci

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Nel 1987 a Siracusa c’era la questione del casco.

Era diventato obbligatorio, quindi trovavi posti di blocco ovunque: della polizia, dei carabinieri, qualche volta anche dei finanzieri.

In certi quartieri e in certe scuole di Siracusa, nel 1987 (ma un po’ pure adesso)se qualcuno ti diceva sbirro, finanziere ma soprattutto carabiniere era proprio un insulto, di quelli gravi, tipo figlio di buttana: cioè o era una cosa che ti dicevano gli amici tuoi più stretti, proprio per ridere, oppure significava che chi te l’aveva detto voleva farla finire a legnate, dovevi partire con le botte, combattere per salvare l’onore.

In certi altri quartieri e in certe altre scuole, tipo la mia, questo fatto di dirsi sbirro o carabiniere invece era più che altro una pantomima, uno scimmiottamento: cioè in un certo senso ce lo dicevamo tra di noi per fare i torpi, cioè i grezzi, cioè per…

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