BBQ da Andreas

“Hey, tonight we will have another BBQ at our house (rua vilhena barbosa 11). Be here at 19 with your own preferred meats and veggies!”.

La giornata di mercoledì era iniziata con questo messaggio.
Il pomeriggio stava lentamente giungendo al termine ma io, di quel messaggio, me ne ero completamente dimenticato. Ci inciampo però di nuovo verso le sei. Rileggo l’invito e soprattutto gli invitati. Non conosco nessuno tranne Andreas: svedese di Stoccolma, biondo e occhi azzurri tanto per non uscire dallo stereotipo.
L’avevo conosciuto al corso di portoghese, prima che lo abbandonasse. Impossibile stare al passo di chi viene da una lingua neolatina, avevamo due marcie differenti e lui ne aveva preso atto.

Ci penso un po’, tutto mi dice che andare a casa, passare, è la cosa giusta da fare.
Ma il BBQ mi attira e gli scrivo che ci sono. Passo al Continental a prendere della carne e delle birre, poi vado diretto verso casa sua. Faccio un po’ di fatica a trovarla e così chiedo aiuto al buon signor Maps.
La casa è in un quartiere residenziale tipico lisboneta poco distante da Alameda, sulla verde.

Sento odore di brace, capisco di essere vicinissimo. La casa si sviluppa su tre piani, tra il portone e il marciapiede vi sarà un’area di 10m², non di più. È lì che mi accoglie una coinquilina di Andreas, ungherese. Ed è lì che ovviamente sta preparando il BBQ.
Con mio grande stupore trovo già tanta gente. Sono solo le sette e venti. Un’estone, una romena, svariati tedeschi, un portoghese e qualche polacca. Aiuto Andreas nella preparazione delle patate arrosto, tipico piatto scandinavo. Poi mi sposto al BBQ, e dispongo con cura le mie salsicce sulla graticola. Nel frattempo un tedesco prepara dei mojito come dio comanda, altro che quelli del Best Seven. Si mangia in piedi, ognuno coi suoi tempi (di cottura).

Le birra va giù come l’acqua. Si sta bene, non è troppo caldo, gira anche una discreta aria. Si fanno quel migliaio di foto con persone che hai appena conosciuto, si ascolta di dubbia qualità, si parla, si scherza.
Sembra passata un’eternità ma sono solo le 11. La maggioranza decide di spostarsi all’Urban Beach, il tempo di riempire la lavastoviglie e si parte.

Mancano un centinaio di metri alla meta e altrettanti a casa mia. Questa volta sì, decido di passare. Sarà per la prossima!

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