Giornata da turista e Che Guevara

Giovedì è il giorno del bus tour organizzato dall’Iscte erivolto a tutti gli studenti erasmus. Non mi ispira per niente ma è gratis, e ci vanno praticamente tutti.
Ritrovo alle 3pm davanti all’Ala Autónoma. Faccio gruppetto con alcune ragazze del mio corso: quattro norvegesi e una tedesca super simpatica, Judith. Prima tappa: Castelo de São Jorge. I bus ci lasciano davanti alla Sé, la cattedrale di Lisbona, il simbolo della città.
Da lì continuiamo a piedi, ovviamente in salita. Con nostro grande stupore, l’entrata è gratuita. Dal Castelo si gode di un magnifico panorama su tutta Lisboa; in lontananza si scorge il Ponte 25 de Abril, copia perfetta del Golden Gate di San Francisco.

Faccio le mie prime foto con la P6000 e non con l’iPhone: tutta questa differenza, di giorno, io non la percepisco. Ma lo dico da profano della fotografia, lo confesso.

Judith

Chiedo a Judith un’opinione sull’operato della Merkel. È molto evasiva. Mi chiede allora – senza nessun tipo di nesso logico – se c’è un viaggio in particolare che mi piacerebbe fare. Le rispondo che il mio sogno è l’America Latina, magari con i mezzi pubblici, gliela butto lì. Non è d’accordo, sostiene che costano troppo. In motocicletta?  Come il Che Guevara mi chiede sorridendo? Vorrei rispondere con un “massì dai” per uscire dall’impasse, ma non riesco a trovare un’equivalente in inglese.
Finiamo poi a parlare di un suo viaggio in Brasile e di altri che vorrebbe fare, tutti in paesi africani.

Seconda e ultima tappa: Belém. Ammiriamo il monastero, mosteiro in portoghese, edificio dallo stile architettonico stravagante e bellissimo. Poi ci dirigiamo verso l’Antiga Confeitaria de Belém che da 1837 delizia gli abitanti di Lisbona. C’è un fila infinita, allora ci spostiamo dall’altro lato della strada dove c’è un McDonald’s. Prendiamo qualcosa da bere e dei Chicken McNuggets. Poi ci sediamo sull’erba di parco poco distante aspettando il bus.
Tuttavia non mi dimenticherò delle pastéis, verrò a prendervi prima o poi!

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